mercoledì 3 aprile 2013

La Comunicazione #2


La comunicazione vera e propria

Acquisita da tutto il personale dell'impresa l'identità, si procede alla sua veicolazione verso il sistema in cui l'organizzazione agisce. Così sarà possibile costruire l'immagine aziendale. Infatti, il processo comunicativo può essere visto sotto due prospettive:

- il contenuto della veicolazione, ovvero la comunicazione dell'identità;
- la parte finale del processo stesso, ovvero la costruzione dell'immagine.

Esistono tre modelli per veicolare l'identità:

 - funzionale; esiste una funzione, un sottosistema interno incaricato e responsabile della comunicazione esterna;
 - della comunicazione pubblicitaria; l'attività promozionale è affidata ad agenzie esterne, eventualmente nel rispetto delle direttive di massima impartite dal responsabile aziendale;
 - integrato; in questo caso, il processo comunicativo non è competenza esclusiva di un sottosistema interno (o di una particolare funzione), ma è un'attività che integra tutti i sottosistemi o le funzioni dell'impresa, in modo da fornire un'identità coerente ed unitaria. Il modello integrato, quindi, è l'unico che tiene conto della complessità gestionale dell'azienda, permettendo di evidenziare opportunità e difficoltà di una comunicazione veramente efficace.

Vediamo meglio il modello integrato di comunicazione.

Può essere definito dalla frase: "integrare testi diversi, per pubblici diversi, con mezzi di comunicazione diversi".

Le parole - chiave sono di conseguenza:

Testi
esistono varie possibilità e la scelta è dettata, da un punto di vista semiotico, dalla forma dell'espressione:
- scrittura, compresa quella sullo schermo del computer (siti web);
- oralità, come il "faccia a faccia" (p.es. nei punti vendita o negli stand in occasione di fiere), con tutti i vantaggi della comunicazione verbale e non verbale, inclusi i feed-back (gli effetti di ritorno tipici di questo tipo di comunicazione);
- materiale visivo (p.es. il manifesto illustrato);
- materiale audiovisivo (p.es. gli spot televisivi);

Pubblici destinatari
possono essere:
- interni;
in questo caso la comunicazione è fatta allo scopo di aumentare l'efficacia delle relazioni tra gli uffici, di creare spirito di gruppo e di far crescere la consapevolezza della nuova identità;
- esterni;
non solo i consumatori-clienti, ma anche il grande pubblico non cliente, le associazioni dei consumatori, i gruppi d'opinione, le istituzioni ed i mass media;
ciò risponde ai nuovi orientamenti in fatto di marketing, dove alle tradizionali 4 "P" (price, product, place e promotion), se ne sono aggiunte altre 2 (politics e public relations), grazie al "megamarketing" di Kotler;

mezzi di comunicazione;
il mezzo non serve solo a veicolare l'identità, ma è esso stesso identità ("il mezzo è il messaggio" afferma McLuhan);
l'azienda sceglierà fra mezzi che ospitano altri testi (come le testate) o mezzi propri;
è da ricordate che i mezzi di comunicazione hanno una diversa efficacia a seconda se siano unidirezionali oppure dotati di una qualche forma di feed-back, perché i secondi permettono la definizione di strategie maggiormente tarate sul cliente;
in base ai pubblici destinatari abbiamo:
- mezzi destinati a pubblici interni, come le note interne, le circolari e le bacheche;
- mezzi destinati a pubblici esterni, questi ultimi distinti in clienti allargati (raggiunti con tutti i mezzi a disposizione) e mass media (raggiunti con i mezzi della conferenza e del comunicato stampa).

fonte: dispense scolastiche

Al prossimo post marco lucera

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